Colesterolo & coronaropatie
Sono stati pubblicati i dati preliminari dello studio ISCHEMIA, progettato allo scopo di definire meglio il ruolo della rivascolarizzazione nel contesto della cardiopatia ischemica stabile. I precedenti studi COURAGE e BARI 2D non avevano riscontrato alcuna riduzione nella mortalità o
Le donne anziane che praticano una leggera attività fisica, come il giardinaggio e anche piegare vestiti, potrebbero andare incontro ad una significativa riduzione dei rischio di ictus ed altri disturbi cardiovascolari rispetto a quelle che trascorrono meno tempo impegnate in
La maggior parte delle arterie coronarie affette da dissezione coronarica spontanea (SCAD) va incontro a guarigione spontanea secondo le angiografie successive, e la vasta maggioranza di queste lesioni risulta completamente guarita entro 30 giorni dall’evento primario. Questo dato, derivante da uno
L’utilità dell’angiografia coronarica nei pazienti diabetici da sottoporre a valutazione per il trapianto di rene è poco chiara, ed eventuali fattori predittivi di lesioni angiografiche critiche in questi pazienti potrebbero aiutare ad effettuare un uso appropriato dell’angiografia. E’ stato effettuato uno
Il consumo di marijuana potrebbe avere effetti negativi a livello cardiaco, specialmente nei soggetti anziani con anamnesi di disordini cardiaci. Lo suggerisce un caso riportato di un paziente di 70 anni ccon coronaropatia stabile che consumava lecca-lecca contenenti una grande
La terapia biologica nei pazienti con psoriasi grave è associata a significativi miglioramenti nelle caratteristiche delle placche coronariche. Come affermato da Nehal Mehta del National Heart, Lung and Blood Institute di Bethesda, autore di uno studio su 121 pazienti, gli
La sindrome di Takotsubo è stata sinora considerata un disturbo transitorio benigno, ma si stanno accumulando evidenze di una prognosi a lungo termine molto più negativa. Una revisione sistematica di 54 studi infatti ha dimostrato tassi relativamente elevati di insufficienza
Elevate concentrazioni di troponina I ad alta sensibilità (hsTnI), anche all’interno del range di normalità, sono associate ad un incremento del rischio a breve termine di mortalità, infarto miocardico acuto e ricoveri ospedalieri nei pazienti sintomatici. Questo dato deriva da
L’evenienza di un infarto miocardico durante un ricovero per altre patologie mediche non è rara, ed è correlata ad un rischio significativamente elevato di esiti negativi, con una mortalità ad un anno del 60%. Secondo Steven Bradley del Minneapolis Heart Institute,