Colesterolo & coronaropatie
La possibilità che la riduzione del rischio ischemico derivante dall’aggiunta di un nuovo anticoagulante orale (NOAC) al trattamento antipiastrinico (DAPT) nei pazienti con coronaropatie acute giustifichi l’incremento del rischio di emorragie maggiori, potrebbe dipendere dal tipo di coronaropatia in atto. Secondo
Uomini e donne presentano reazioni cardiovascolari diverse all’ischemia miocardica indotta dallo stress mentale (MSIMI), come emerge dallo studio MIPS, il quale suggerisce che le donne presentano una maggiore vasocostrizione periferica durante lo stress, mentre gli uomini manifestano una maggiore risposta
Il rischio di eventi clinici a 30 giorni nei pazienti con coronaropatie acute non è influenzato dalla somministrazione di due dosi da carico da 80 mg di atorvastatina, somministrate una prima ed una dopo il trattamento invasivo previsto, anche se
Due recenti ricerche hanno apportato solide evidenze secondo cui la RM cardiaca possa rilevare in modo non invasivo ed accurato le ostruzioni coronariche microvascolari nei pazienti con angina. Il primo studio ha identificato alla RM perfusionale sotto stress con gadolinio due
La prevalenza delle cicatrici miocardiche alla RM è stata dell’8% in uno studio retrospettivo condotto su donne presentate con dolore toracico di tipo anginoso ma nelle quali una precedente angiografia non aveva dimostrato la presenza di coronaropatie ostruttive. Queste cicatrici, evidenziate
(Reuters Health) – Nonostante i comprovati benefici dell'angiografia coronarica precoce, questa strategia è adottata in non più del 40% delle persone colpite da un infarto del miocardio senza slivellamento del tratto ST (NSTEMI). A evidenziarlo è uno studio coordinato da
Una nuova revisione della letteratura ha rafforzato il concetto secondo cui l’esposizione al rumore ambientale derivante dal traffico e dagli aerei potrebbe incrementare il rischio di cardiopatie. Diversi studi hanno suggerito questo fenomeno, ma i meccanismi esatti che portano alle cardiopatie
Una recente meta-analisi di 10 studi ha suggerito che l’integrazione quotidiana di acidi grassi omega-3 di origine marina non riduce significativamente il tasso di coronaropatie fatali e non fatali o di qualunque evento cardiovascolare maggiore nei soggetti ad alto rischio,
Gli spasmi coronarici, un fattore importante nella cardiopatia ischemica, sono associati ad infiammazione dell’avventizia coronarica e del tessuto adiposo pericoronarico (PVAT) nei pazienti con angina vasospastica. Lo ha rivelato uno studio condotto su 40 pazienti da Kazuma Ohyama della University