Colesterolo & coronaropatie
Non sarebbero solo gli alti livelli di colesterolo 'cattivo' a determinare un maggiore rischio di eventi cardiovascolari, ma anche i bassi livelli di quello 'buono' potrebbero evidenziare un rischio, soprattutto tra le persone più giovani. A spiegarlo è uno studio
Le persone con alti livelli nel sangue di ceramidi, una classe di lipidi, avrebbero un rischio da 3 a 4 volte superiore di soffrire di eventi cardiovascolari, indipendentemente dai livelli di colesterolo 'cattivo', o LDL, o dalla presenza di ostruzioni
Un italiano su 3 ha il colesterolo alto e che tra chi si sta curando per abbassarlo, gli obiettivi terapeutici vengono centrati da un maschio su 4 e da meno di una donna su 5. Si tratta di un problema,
Più basso è, meglio è. È questo il mantra che non si stancano di ripetere gli esperti quando parlano di colesterolo LDL, quello “cattivo”. “A differenza della pressione o della glicemia, un colesterolo basso non provoca effetti collaterali”, chiarisce Francesco
Le coronaropatie a carico dell’arteria coronaria principale di sinistra (LMCAD), un fenotipo particolarmente grave di coronaropatia, sono ereditarie, e sono associate a varianti geniche correlate al metabolismo delle prostaglandine. La COX-2, una sintasi fondamentale nella cascata delle prostaglandine, presenta un’elevata densità
Le meta-analisi degli studi randomizzati suggeriscono che il calcio possa avere effetti negativi sulle patologie cardiovascolari, per quanto si tratti di un assurto controverso. Uno studio di randomizzazione mendeliana ha valutato la possibilità che i soggetti con livelli di calcio
Il calcio coronarico (CAC) è associato a coronaripatie e malattie cardiovascolari in genere, ma i dati prognostici su questo marcatore sono limitati nei giovani adulti. Lo studio CARDIA si è dunque proposto di determinare se il CAC negli adulti fra
Una grande nevicata aumenta il rischio di ricovero ospedaliero per infarto del 16% nel giorno successivo, a prescindere dalla presenza di comorbidità cardiovascolari o fattori di rischio e dall’età. Questo dato, derivante da un’indagine condotta su 128.073 pazienti da Nathalie
Nei pazienti con STEMI sottoposti a PCI primaria, quelli gestiti con intervento sul vaso responsabile (CVI) più ulteriore PCI multivascolare stadiata intraospedaliera (CVI-S) vanno incontro ad esiti migliori rispetto a quelli che ricevono soltanto CVI o rivascolarizzazuibe multivascolare iniziale, e