Colesterolo & coronaropatie
Una grande nevicata aumenta il rischio di ricovero ospedaliero per infarto del 16% nel giorno successivo, a prescindere dalla presenza di comorbidità cardiovascolari o fattori di rischio e dall’età. Questo dato, derivante da un’indagine condotta su 128.073 pazienti da Nathalie
Nei pazienti con STEMI sottoposti a PCI primaria, quelli gestiti con intervento sul vaso responsabile (CVI) più ulteriore PCI multivascolare stadiata intraospedaliera (CVI-S) vanno incontro ad esiti migliori rispetto a quelli che ricevono soltanto CVI o rivascolarizzazuibe multivascolare iniziale, e
Una nuova meta-analisi dimostra che per i soggetti con coronaropatie stabili senza insufficienza cardiaca, i RAS-inibitori riducono significativamente gli eventi cardiovascolari e la mortalità soltanto se confrontati con il placebo, ma non rispetto ad altri agenti attivi. Inoltre, anche negli
E’ stato revisionato l’impiego delle terapie antipiastriniche orali (OAP) nella gestione delle coronaropatie acute per personale infermieristico, con particolare riguardo per le indicazioni delle attuali linee guida. Queste ultime, raccomandano che nella gestione delle coronaropatie acute venga introdotta una duplice
L’abuso di alcool incrementa il rischio di fibrillazione atriale, infarto e scompenso cardiaco congestizio e questo incremento è simile a quello apportato da altri fattori di rischio tradizionali come il diabete di tipo 2. Peraltro, i pazienti liberi da fattori
La frequenza complessiva degli eventi negativi cardiovascolari e cerebrovascolari peri-operatori (MACCE), definiti come mortalità complessiva intraospedaliera, infarti o ictus ischemici, è diminuita nei pazienti sottoposti ad interventi maggiori non cardiaci nell’ultimo decennio ma, mentre la mortalità e gli infarti hanno
Alcuni studi hanno dimostrato che lo stress aumenta l’attività metabolica in determinate aree cerebrali e rappresenta un fattore di rischio di malattie cardiovascolari, ma un nuovo studio longitudinale ha dimostrato per la prima volta nell’uomo che l’attività dell’amigdala predice in
I tassi di prescrizione delle statine variano ampiamente in base all’età fra i soggetti con dislipidemie gravi, ed i soggetti al di sotto dei 40 anni ne ricevono di meno. Come affermato da David Zidar dell’ospedale universitario di Cleveland, autore
(Reuters Health) - Secondo un'ampia revisione sistematica della letteratura relativa al confronto fra la terapia con anticoagulanti orali (DOACs) e quella con warfarin, nei pazienti con fibrillazione atriale (FA), emerge che la maggior parte dei decessi non è dovuta a