HIV
Negli USA circa l’80’% delle nuove infezioni da Hiv interviene in soggetti che non sanno di essere infetti e non ricevono trattamenti per l’Hiv, mentre il restante 20% interviene in soggetti che vengono trattati ma non sono viralmente soppressi. Questi nuovi
Per quanto l’Hiv possa causare infiammazione miocardica, l’associazione dell’infezione da Hiv con il susseguente sviluppo di insufficienza cardiaca non è stato sinora studiato estensivamente. E' stato dunque condotto uno studio per determinare il rischio di insufficienza cardiaca incidente nei soggetti
La prevenzione della TBC mediante un mese di trattamento quotidiano con la combinazione isoniazide-rifapentina non risulta meno efficace riapetto a nove mesi di trattamento quotidiano con isoniazide nei soggetti con Hiv. Secondo il prof. Richard Chaisson della Johns Hopkins University di
La terapia preventiva con isoniazide (IPT) rappresenta un mezzo comprovato per la prevenzione della TBC nei soggetti con infezione da Hiv, ma sussiste la preoccupazione che i pazienti sviluppino spesso la TBC anche durante il trattamento con IPT, ed in
E’ stato condotto uno studio con lo scopo di revisionale le attuali opzioni terapeutiche e proporre alternative per la sindrome infiammatoria da ricostituzione immunitaria (IRIS) nei soggetti con Hiv e meningite da criptococco, complessivamente indicati come Hiv-CM IRIS. In questi pazienti
L’infezione da Hiv è divenuta una patologia cronica che richiede un trattamento a lungo termine e nella popolazione dei pazienti infetti sono state osservate patologie cardiovascolari precoci derivanti dall’arteriosclerosi. Un recente studio ha valutato la prevalenza delle arteriopatie periferiche, una comune
Lo studio DOMONO ha dimostrato che la monoterapia di mantenimento con dolutegravir è associata a fallimento virologico e porta a resistenza a questo farmaco e di conseguenza, non dovrebbe essere impiegata, ma non sono disponibili dati sui fattori clinici e
Nei pazienti con Hiv le dimensioni del reservoir virale dipendono, almeno in parte, dal sottotipo del virus e dal livello di attività del gene Nef. Per quanto le attuali terapie per l’Hiv possano sopprimere il virus e prevenirne la trasmissione
Nonostante il successo della terapia antiretrovirale, le persone che convivono con l’Hiv potrebbero presentare segni di invecchiamento prematuro o accentuato. Un recente studio ha paragonato i marcatori conclamati dell’invecchiamento in soggetti con Hiv, soggetti Hiv-negativi selezionati in modo appropriato e