HIV
Un’apertura asimmetrica della proteina del capside dell’Hiv (Env) espone target che inducono una citotossicità cellulae anticorpo-dipendente (ADCC). Come affermato dall’autore di questa scoperta Andres Einzi dell’università di Montreal, se gli studi su modelli alimali risulteranno positivi, ciò suggerirebbe la possibilità di
Si stima che nel 2016 1,1 milioni di persone negli USA presentassero l’infezione da Hiv. La conoscenza dello stato infettivo, i cambiamenti comportamentali e la terapia antiretrovirale prevengono la trasmissione del virus, ed i pazienti che ottengono e mantengono la
E’ stato condotto uno studio allo scopo di determinare se il cambiamento della terapia antiretrovirale durante la gravidanza per via del timore di rischi fetali porti ad esiti virologici peggiori. Sono state prese in considerazione 7079 gravidanze, di cui 1797 sotto
E’ stata condotta un’indagine con lo scopo di investigare la portata ed i fattori associati ai dosaggi scorretti delle terapie antiretrovirali nei bambini con infezione da Hiv in Zimbabwe. Sono stati presi in considerazione 309 bambini di età media pari a
Con l’incremento del numero di soggetti Hiv-positivi che ricevono terapia antiretrivirale, sussiste una continua ricerca di opzioni per coprire i costi dei farmaci incrementali e costanti. L’uso strategico delle formulazioni antiretrovirali generiche attualmente disponibili potrebbe rappresentare un’opzione praticabile. E' stata proposta
Negli USA le donne rappresentano meno del 5% di tutti gli utenti della PrEP. Le reti solidali potrebbero promuovere o inibire la consapevolezza della PrEP nelle donne, il che potrebbe influenzare il loro atteggiamento verso questa pratica. Inoltre le donne che
Negli USA circa l’80’% delle nuove infezioni da Hiv interviene in soggetti che non sanno di essere infetti e non ricevono trattamenti per l’Hiv, mentre il restante 20% interviene in soggetti che vengono trattati ma non sono viralmente soppressi. Questi nuovi
Per quanto l’Hiv possa causare infiammazione miocardica, l’associazione dell’infezione da Hiv con il susseguente sviluppo di insufficienza cardiaca non è stato sinora studiato estensivamente. E' stato dunque condotto uno studio per determinare il rischio di insufficienza cardiaca incidente nei soggetti
La prevenzione della TBC mediante un mese di trattamento quotidiano con la combinazione isoniazide-rifapentina non risulta meno efficace riapetto a nove mesi di trattamento quotidiano con isoniazide nei soggetti con Hiv. Secondo il prof. Richard Chaisson della Johns Hopkins University di