HIV
I soggetti Hiv-positivi hanno punteggi minori ai test neuropsicologici ed un volume cerebrale inferiore rispetto a quelli Hiv-negativi, ma questi svantaggi non tendono a peggiorare nei pazienti che ricevono terapia antiretrovirale combinata (cART). Secondo Ryan Sanford della McGill University di Montreal,
Una dose addizionale di vaccino anti-Hiv MVA-B quattro anni dopo la prima immunizzazione induce risposte immuni significative nei volontari sani. In precedenza era stato dimostrato che tre dosi di questo vaccino risultano sicure, ben tollerate e suscitano risposte T-cellulari Hiv-specifiche
L’introduzione precoce della terapia antiretrovirale con un’aderenza prolungata potrebbe ridurre l’incidenza e la progressione delle lesioni intraepiteliali squamose (SIL) e delle neoplasie intraepiteliali cervicali (CIN), ed in ultima analisi l’incidenza dei tumori cervicali nelle donne con infezione da Hiv. Lo afferma
Dopo il fallimento di molteplici studi nel dimostrare che gli agenti ad inversione di latenza siano in grado di eradicare l’Hiv, un consorzio europeo sta spostando la propria attenzione dal reservoir alla risposta immune. Secondo Felipe Garcia della IDIBAPS di Barcellona
Gli uomini omosessuali o bisessuali con Hiv dovrebbero ricevere il vaccino anti-Hpv sino ai 40 anni, come emerge dalle nuove linee guida EACS. Gli altri soggetti con Hiv invece dovrebbero ricevere questa vaccinazione sino ai 26 anni. Ciò si discosta dalle
E’ stata indotta la soppressione virale in più della metà di un campione di 272 pazienti pesantemente pretrattati con 24 settimane di fostemsavir, un esponente della nuova classe degli inibitori dell’ingresso cellulare. Secondo Max Lataillade della ViiV Healthcare, autore dello
Con la combinazione del nuovo profarmaco tenofovir alafenamide con l’emtricitabina, la soppressione virale è buona quanto quella ottenuta con abacavir e lamivudina, e la sicurezza ossea e renale è alla pari. Sinora il profarmaco non è stato associato a rischi cardiovascolari,
(Reuters Health) – Reni provenienti da un donatore sieropositivo sarebbero stati trapiantati con successo a due riceventi sempre HIV-positivi. Un intervento che era già stata eseguito in Sudafrica, ma è la prima volta che accade in Gran Bretagna. A riferirlo
Circa 30 anni fa, il 30% circa degli emofiliaci giapponesi ha contratto l’infezione da Hiv ed Hcv dopo aver ricevuto prodotti ematici contaminati. Per quanto diversi studi abbiano riportato l’elevata efficacia e sicurezza degli antivirali ad azione diretta, nei soggetti