HIV
Gli esami radiologici spettrali basati sulla diffusione (DBSI) rilevano l’infiammazione cerebrale persistente nei soggetti Hiv-positivi nonostante un buon controllo viremico. Questa nuova tecnica potrebbe fornire ulteriori informazioni sui pazienti Hiv-positivi ben controllati dai medicinali, come affermato da Beau Ances della
Al di là del lopinavir potenziato dal ritonavir ed associato al raltegravir, le evidenze alla base di una terapia antiretrovirale di seconda linea per l’Hiv/AIDS sono scarse e necessitano di ulteriori studi clinici, come emerso da una meta-analisi promossa dal
Le donne con infezion da Hiv che ottengono la soppressione virale con la terapia antiretrovirale combinata durate la gravidanza potrebbero andare incontro ad un rebound della carica virale quando si trovano vicine al parto. Lo ha rivelato uno studio condotto
L’introduzione della terapia antiretrovirale immediatamente dopo la diagnosi di Hiv sembra ridurre la mortalità complessiva e quella non correlata all’AIDS nei soggetti di 50-70 anni. Secondo Sara Lodi della Harvard T.H.Chan School of Public Health di Boston, autrice dello studio che
(Reuters) – Con un incremento del numero di casi di HIV/AIDS del140% in sei anni, le Filippine sono ufficialmente il Paese dell'Asia Orientale in cui il contagio si sta propagando più velocemente. Così hanno dichiarato il Ministero della salute locale
(Reuters Health) - La terapia iniettabile a lunga durata d'azione, da somministrare ogni quattro o otto settimane e a base di cabotegravir e rilpivirina, è risultato efficace nel mantenere sotto controllo l'infezione da HIV. È quanto emerge da uno studio
La profilassi preespositiva (PrEP) con tenofovir su base quotidiana risulta altamente efficace per la prevenzione dell’Hiv nelle donne che vi aderiscono bene, ma l’effetto delle anomalie della flora batterica vaginale sull’efficacia della PrEP rappresenta un possibile problema. In un recente
Una recente indagine ha investigato i profili relativi all’abuso di droghe in 1.363 donne affette da Hiv in Canada, valutando associazioni con emarginazione socioeconomica, violenza ed aderenza ottimale alla terapia antiretrovirale combinata. Le pazienti sono state suddivise in sei classi: astinenti,
Nei pazienti con Hiv ed immunosoppressione avanzata, una profilassi antibiotica avanzata unitamente alla terapia antiretrovirale riduce la mortalità a distanza di 24 e 48 settimane. Lo ha accertato lo studio REALITY, condotto su 1.805 pazienti, secondo cui peraltro questa strategia