HIV
Una singola dose di acido zoledronico somministrata all’inizio della terapia antiretrovirale potrebbe prevenire la perdita d’osso ad essa associata durante le prime 48 settimane di terapia. Questo periodo potrebbe dunque rappresentare una finestra di opportunità per la profilassi. L’acido zoledronico
Quest’anno in Sud Africa verrà svolto uno studio di fase tardiva per testare l’efficacia di un vaccino anti-Hiv che si è dimostrato promettene negli studi precedenti. Secondo uno studio preliminare in corso ed un precedente studio thailandese, questo vaccino potrebbe
Tutto il mondo scientifico guarda con grande interesse quanto accade nell’ambito della ricerca sull’HIV. Dall’avvento della terapia antivirale a oggi sono cambiate molte cose nell’immaginario collettivo relativo a questa infezione. E questo grazie alla ricerca, che in Italia si è
Secondo uno studio americano condotto dai ricercatori della Emory University, tra il 25 ed il 30% degli uomini gay residenti nei principali centri urbani degli Stati del Sud Usa sono infetti: il tasso di contagi è tre volte quello nazionale americano nella stessa fascia di popolazione. Il
Ogni 2 ore si verifica un nuovo caso; in Italia sono 120mila le persone che convivono con l'AIDS. Questi gli allarmanti numeri ricordati dagli specialisti alla vigilia dell'Icar (Italian Conference of AIDS and Antiviral Research)che si terrà quest'anno dal 6 all'8 giugno 2016
Il coinvolgiento delle persone che convivono con l’Hiv nella progettazione degli studi sulla cura per il virus è importante, dati i potenziali rischi a cui i partecipanti si espongono. E’ stata condotta un’indagine internazionale su un totale di 982 ssoggetti
L’Hiv impiega molteplici metodi per sfuggire alla risposta immune umorale umana, ma in particolar modo evita la produzione degli anticorpi neutralizzanti ad ampio spettro (bnAb) ed il riconoscimento da parte loro. Questi anticorpi possono effettuare un’azione antivirale contro un ampio
Fornire auto-test dell’Hiv alle donne africane ad alto rischio di infezione ha aiutato ad incrementare il tasso di test dell’Hiv anche nei loro partner sessuali ed ha promosso scelte sessuali più sicure. Questo risultato deriva da una sperimentazione condotta su
Fornire negli USA farmaci anti-Hv ai soggetti che abusano di droghe iniettive ridurrebbe le infezioni e salverebbe delle vite ma costerebbe miliardi di dollari all’anno al sistema sanitario. Ciò significa che la profilassi pre-espositiva (PrEP) in questa fascia di popolazione