Neuroscienze & patologie neurodegenerative
La deprivazione del sonno ed i ritmi circadiani influenzano le regioni cerebrali in modo distinto, il che evidenzia l’effetto complesso e talvolta separato dell’interruzione dei ritmi circadiani sulla performance cognitiva. Secondo Pierre Maquet dell’Università di Liegi, autore di uno studio
I dati neuroradiologici possono essere utili per identificare gli adolescenti maggiormente a rischio di abuso di alcool. Questi dati, proprio come i test neuropsicologici, possono essere impiegati per generare previsioni dei comportamenti futuri con un’accuratezza significativamente migliore rispetto alle sole
(Reuters Health) - Mutazioni e polimorfismi del gene GBA, deputato alla produzione dell’enzima glucocerebrosidasi, potrebbero influenzare la progressione e i sintomi della malattia di Parkinson (PD). Questo è quanto emerge dai risultati del Cognitive Genetics Consortium PD degli USA. "È noto che
(Reuters Health) - Secondo quanto suggeriscono i risultati di un nuovo studio tedesco, pubblicato dal Journal of Neurology, Neurosurgery and Psychiatry, l'impoverimento delle abilità esecutive è il sintomo cognitivo dominante nel decadimento cognitivo lieve (MCI) della malattia di Parkinson, a
(Reuters Health) - Ricordate l'Ice Bucket Challenge per la SLA, fenomeno virale dell'estate 2014? La sfida consisteva nel versarsi acqua ghiacciata in testa, pubblicare il video dell'impresa sui social e donare fondi per la ricerca sulla patologia L'Ice Bucket Challenge è riuscito
In uno studio condotto su 2.144 pazienti di circa 60 anni di età, la RM ha rivelato che i soggetti con fibrillazione atriale presentano un volume del lobo frontale inferiore rispetto agli altri, indipendentemente dagli altri fattori di rischio vascolare.
E’ stata avanzata una nuova proposta di modificare gli attuali criteri radiologici per la diagnosi di sclerosi multipla ad includere le lesioni sintomatiche, a seguito del fatto che uno studio preliminare ha suggerito che ciò identificherebbe i pazienti più precocemente. Come
La presenza di fattori di rischio cardiaco come l’ipertensione prima di un ictus potrebbe influenzare il rischio individuale di un secondo ictus o della comparsa di demenza anni dopo. Secondo M. Arfan Ikram della Erasmus University di Rotterdam, autore di
L’uso a lungo termine di marijuana è associato ad alterazioni nei circuiti neurali coinvolti nella processazione delle ricompense che potrebbero, a loro volta, contribuire all’abuso di droghe in fasi successive. L’effetto della marijuana si concentra sul nucleus accumbens (Nacc), che