Neuroscienze & patologie neurodegenerative
"Uno studio di ricercatori americani e canadesi appena pubblicato su Nature Reviews Neurology afferma che la presenza di una vena all'interno di una placca rilevata con la risonanza magnetica è da considerarsi un biomarcatore per la diagnosi della sclerosi multipla.
È stato realizzato da Mark Albers, neurologo al Massachusetts General Hospital di Boston un test dell'olfatto in grado di diagnosticare il rischio individuale di Alzheimer o la presenza della malattia in fase di esordio quando ancora non ha manifestato dei palesi
(Reuters Health) – Immaginare le parole con la forza del pensiero e riuscire a formulare un messaggio. Il tutto grazie ad una nuova interfaccia neurale - nota anche con il termine inglese brain-computer interface (BCI) - messa a punto da
Alcune nuove ricerche incentrate sul fenomeno del malessere post-esercizio (PEM) hanno gettato luce sull’eziologia della patologia che è stata sinora nota come sindrome da affaticamento cronico, ma che viene ora sempre più spesso denominata encefalomielite mialgica (ME/CFS). Sono in aumento le
Garantire che un bambino abbia una buona forma muscolare potrebbe essere di beneficio anche per la sua performance scolastica. Secondo Charles Hillman della Northeastern University di Boston, autore di uno studio su 75 bambini, questa correlazione con la forma cardiorespiratoria
Se convalidato, un nuovo strumento potrebbe aiutare i medici nel predire la probabilità di sopravvivenza nei pazienti che si presentano con una ferita da arma da fuoco a livello della testa o con altri tipi di trauma cerebrale penetrante (pTBI).
(Reuters Health) - Le persone anziane che vengono allontanate, dopo un disastro naturale, dalle loro case e dai loro vicini sarebbero più a rischio di sviluppare demenza rispetto ai sopravvissuti che restano nelle proprie abitazioni. A dimostrarlo è uno studio
L’impiego di un modello collaborativo regionale risulta associato ad una significativa riduzione dei tempi ictus-trombolisi. Il tempo risparmiato dall’insorgenza dei sintomi di ischemia cerebrale alla somministrazione del tPA, si traduce in esiti migliori e, pertanto, in diverse linee guida è
Oltre a migliorare la capacità cardiovascolare, un programma d’esercizio aerobico progressivo potrebbe conferire un lieve potenziamento alla performance cognitiva nei pazienti anziani con lievi deficit cognitici vascolari da ischemia subcorticale (SIVCI). Questo dato deriva da uno studio condotto su 70 pazienti