Neuroscienze & patologie neurodegenerative
I pazienti con miastenia gravis che vengono trattati precocemente con l’anticorpo monoclonale noto come rituximab, ottengono la remissione più precocemente rispetto a quelli trattati più avanti nel processo patologico. Lo suggerisce uno studio condotto su 72 pazienti i cui risultati devono
Una nuova ricerca ha dimostrato che quasi il 5% dei cittadini britannici anziani presenta anomalie cerebrali potenzialmente gravi, compresi gli aneurismi, e circa un terzo presenta anomalie dei test ematici. La conoscenza della prevalenza prevista di questi reperti incidentali nella popolazione
(Reuters Health) – Secondo un nuovo report redatto da medici cinesi, il COVID-19 può anche provocare ictus e altri gravi danni cerebro-vascolari. "Anche i neurologi devono esseri pronti a combattere la battaglia contro il COVID-19, soprattutto in un momento in cui
Le nuove analisi degli studi di fase III OPERA I e OPERA II e delle estensioni in aperto hanno evidenziato come il trattamento con ocrelizumab, di Roche, abbia ridotto il rischio di progressione della malattia e della disabilità nella Sclerosi
Novità per quanto riguarda l’atrofia muscolare spinale (SMA) sintomatica di tipo 1 nei bambini di età compresa tra 1 e 7 mesi. Arrivano dallo studio FIREFISH, nel quale il farmaco sperimentale risdiplam ha raggiunto l’endpoint primario, con il 29% dei
E’ stata richiesta una nuova classificazione per l’ictus ischemico nei pazienti che presentano un forame ovale pervio (PFO) che rappresenta la probabile causa dell’ictus stesso. La nuova classificazione, ossia quella di ictus associato a PFO, è stata proposta da un ampio
Una certa forma del gene della longevità, detto klotho, è associata ad un effetto protettivo nei confronti dei deficit cognitivi e del morbo di Alzheimer nei soggetti portatori del gene APOE4 che predispone ad un maggior rischio di questa patologia. Lo
Piuttosto che migliorare la concentrazione, il metilfenidato ed altri stimolanti simili di fatto funzionano incrementando la motivazione individuale al completare compiti difficili incrementando i livelli di dopamina. Questi farmaci dunque non incrementano soltanto la capacità di svolgere dei compiti, ma anche
La combinazione degli alimenti consumati da una persona potrebbe influenzare il rischio di demenza esattamente nella stessa misura dei singoli alimenti che vengono consumati. I soggetti la cui dieta consta eminentemente di alimenti a lavorazione industriale e grassi hanno probabilità significativamente