Neuroscienze & patologie neurodegenerative
(Reuters Health) - Gli anziani sani, che sono stati obesi per anni, possono essere a maggior rischio di sviluppare demenza rispetto ai loro coetanei non in sovrappeso. È quanto suggerisce uno studio condotto dai ricercatori dell'Università di Exeter, nel Regno Unito. I
Alzheimer e apnee del sonno sono correlati. Chi soffre si questo disturbo infatti presenta un accumulo maggiore di proteina Tau, implicata nello sviluppo dell’Alzheimer, in un’area del cervello fondamentale per la memoria. A mostrare il legame è uno studio che
(Reuters Health) – Nei pazienti con Malattia di Parkinson monogenica, gli esiti della stimolazione cerebrale profonda nel nucleo subtalamico non sono uniformi; variano a seconda della mutazione genetica coinvolta. Uno screening pre-chirurgico di geni comunemente associati al Parkinson, come Lrrk2, Gba,
(Reuters Health) - Un'istruzione superiore può costruire una base più solida per la funzione cerebrale complessiva, ma partire da questo livello più alto di funzione non influenza la decelerazione della cognizione nella vecchiaia. È quanto emerge da uno studio condotto dai
Le infezioni delle gengive potrebbero svolgere un ruolo centrale nello sviluppo del morbo di Alzheimer. Lo ha suggerito uno studio che ha esaminato sia modelli murini che campioni di fluido cerebrospinale e tessuto cerebrale post-mortem di soggetti con morbo di
Una polvere inalatoria autosomministrata a base di levodopa è in grado di migliorare significativamente la funzionalità motoria durante i periodi “off” nei pazienti con morbo di Parkinson. Questo dato deriva dallo studio SPAN-PD, condotto su più di 300 pazienti, che ha
Una pressione elevata nei giovani adulti sembra essere correlata ad un incremento del rischio di demenza nelle fasi successive della vita. Ciò è stato confermato in uno studio condotto su 423 soggetti in cui la presenza di una pressione superiore
Il primo studio ad esaminare i cambiamenti cognitivi nel tempo in una popolazione esclusivamente ipertesa ha dimostrato che una marcata progressione nelle iperintensità della materia bianca periventricolare (WMH) è connessa ad un incremento del rischio di lievi deficit cognitivi (MCI). Come
I soggetti con sindrome di Tourette e tic nervosi cronici (CTD) presentano una probabilità di sviluppare un disturbo cardiometabolico quasi raddoppiata rispetto al resto della popolazione, e l’incremento del rischio inizia sin dall’infanzia. Secondo la prof. Lorena Feernandez de la Cruz