Oncoematologia
Gli agenti ipometilanti (HMA) rimangono la pietra miliare del trattamento per i pazienti con sindrome mielodisplastica. L’azacitidina è invece l’unico agente di cui sia stata dimostrata la capacità di migliorare la sopravvivenza complessiva nei pazienti a maggior rischio affetti da questa
E’ stato condotto uno studio con lo scopo di valutare qualità della vita ed aderenza alla terapia nei pazienti con leucemia mieloide cronica in fase cronicizzata trattati con nilotinib come terapia di seconda linea. Sono stati presi in considerazione 177
Il brentuximab vedotin per via endovenosa rappresenta un coniugato anticorpo-farmaco attivo contro le cellule tumorali CD30-positive, come quelle associate al classico linfoma di Hodgkin. Negli studi di fase 2 non comparativi e nel mondo reale la terapia d’emergenza con brentuximab
Per quanto il ruolo del sistema immunitario nell’alterare e modulare la progressione dei tumori solidi sia ben studiato, l’impatto del sistema immunitario stesso su esiti e progressione delle neoplasie ematolinfoidi è ancora scarsamente compreso. E’ stato condotto uno studio retrospettivo su
I pazienti con leucemia acuta possono esprimere marcatori aberranti, definiti come antigeni che sono di norma limitati ad una linea clonale diversa, ma la significatività e la frequenza di questi marcatori è stata considerata sinora inconcludente. Un recente studio ha
Una nuova combinazione priva di chemioterapia ha dimostrato un’efficacia senza precedenti nei pazienti con leucemia linfoide cronica refrattaria o recidivante. Il nuovo farmaco noto come venetoclax, un inibitore della BCL2 che regola l’apoptosi, è già stato approvato come trattamento singolo
Due anni dopo il trattamento di prima linea, i pazienti con linfomi diffusi a grandi cellule B (DLBCL) in remissione presentano un esito generalmente favorevole. Questo dato deriva da uno studio condotto su 1.621 pazienti da Lasse Hjort Jakobsen dell’Università
Nel più grande studio mai effettuato sinora sul trapianto di cellule staminali autologhe (autoHCT) in pazienti con mieloma multiplo, tutti e tre gli approcci testati hanno portato a risultati simili. La terapia di mantenimento con lenalidomide dopo l’autoHCT si è dimostrata
Il bendamustine rappresenta una relativa novità nel trattamento dei linfomi, ed è divenuto popolare in combinazione con il rituximab, rimpiazzando regimi chemioterapici più complessi a 3 o 4 farmaci a seguito di studi che ne hanno dimostrato la maggiore efficacia
L’impiego in prima linea della triplice terapia con bortezomib, lenalidomide e desametasone migliora significativamente la sopravvivenza complessiva e libera da progressione nei pazienti con mieloma multiplo. Secondo Brian Durie, presidente della International Myeloma Foundation ed autore di uno studio su 525