Oncoematologia
Gli ultimi risultati ottenuti con ibrutinib nei pazienti con macroglobulinemia di Waldenstrom refrattaria dimostrano che questo farmaco è altamente attivo e presenta un buon rapporto rischio-beneficio anche nel caso in cui molteplici terapie basate sul rituximab abbiano fallito. Si tratta
Per l'ematologia italiana il 2017 inizierà con una buona notizia. Il 2 gennaio, infatti, è partito un nuovo progetto di ricerca sulla leucemia mieloide acuta pediatrica. L'equipe guidata da Riccardo Masetti, dell'Unità operativa di Pediatria del Policlinico di Sant'Orsola di
La sequenziazione del DNA tumorale circolante (ctDNA) nei campioni ematici, ossia la cosiddetta “biopsia liquida”, è emersa come approccio promettente e non invasivo per rilevare l’evoluzione clonale dei linfomi. In precedenza, l’unico modo di seguire la malattia nella sua evoluzione
Alcuni recenti studi suggeriscono che una certa percentuale di pazienti con leucemia mieloide cronica in remissione molecolare profonda, possano sospendere il trattamento con TKI senza incorrere in recidive della malattia. Uno studio prospettico multicentrico ha analizzato la funzionalità ed il
La gestione delle leucemie recidivate a seguito di un trapianto allogenico è difficoltosa. Chemioterapia intensiva, infusioni di linfociti donati o secondi trapianti hanno una qualche valenza, ma la maggior parte delle casistiche sinora riportate descrive soltanto un numero limitato di
I sopravvissuti ad una leucemia linfoblastica acuta infantile presentano un incremento del rischio di obesità, alterazioni metaboliche e malattie cardiovascolari. La funzionalità endoteliale vascolare è stata studiata nei tumori dell’adulto, ma sono scarsi i dati sul rischio cardiovascolare nei sopravvissuti
Una persona su due con leucemia mieloide acuta presenta una sequenza di DNA "che sicuramente non è di origine umana", e ancora è da comprendere che origine abbia, se sia virale o batterica. Questa la scoperta frutto della collaborazione pluriennale fra i ricercatori
Il vaccino al peptide PR1 potrebbe risultare di beneficio a molti pazienti con leucemia mieloide, leucemia mieloide cronica e sindrome mielodisplastica. Come affermato da Muzaffar Qazilbash del MD Anderson Cancer Center di Houston, autore di uno studio su 66 pazienti,
I pazienti anziani con leucemia mieloide acuta a cui si somministrano androgeni a seguito della remissione completa vanno incontro ad una sopravvivenza libera da leucemia e complessiva più prolungata. Secondo Norbert Ifrah del CHU d’Angers, in Francia, autore dello studio
La prognosi dei neonati di età inferiore a 12 mesi con diagnosi di leucemia linfoblastica acuta rimane infausta nonostante i complessivi progressi nel trattamento di queste leucemie in campo pediatrico. Le leucemie linfoblastiche acute neonatali pssono essere suddivise in due