Oncoematologia
E’ stato condotto uno studio per valutare le caratteristiche cliniche, i fattori prognostici, la terapia e gli esiti dei pazienti con recidive di linfoma di Hodgkin molto tardive, ossia quelle intervenute oltre 5 anni dopo la risoluzione della malattia. Su
La somministrazione sottocutanea o endovenosa di rituximab offre gradi simili di sicurezza ed efficacia nel trattamento di prima linea dei pazienti con linfoma follicolare. Questo dato deriva dallo studio SABRINA, condotto Andrew Davies dell’Università di Southampton su 205 pazienti. La
Un recente studio ha investigato la qualità della vita correlata alla salute a partire dalla diagnosi sino al termine del trattamento nei bambini con leucemia linfoblastica acuta, esaminando gli effetti di età, sesso, regime terapeutico stratificato in base al rischio
Gli attuali standard per il monitoraggio della risposta della leucemia mieloide acuta alla terapia si basano su valutazioni morfologiche del midollo e sulla ripresa delle conte ematiche periferiche, ma sono in accumulo le esperienze per migliorare il rilevamento delle patologie
La terapia ad alte dosi ed il trapianto di cellule staminali autologhe (ASCT) vengono spesso presi in considerazione per i pazienti al di sopra dei 60 anni con linfomi aggressivi refrattari o recidivanti. Per quanto i dati reperibili sulle cartelle
Gli esiti della leucemia mieloide acuta nei pazienti anziani che non sono idonei alla chemioterapia intensiva sono difficoltosi. Gli agenti ipometilanti (HMA) possono risultare efficaci in questi pazienti, ma la risposta è in genere di breve durata. La maggior parte
Non sono stati sinora effettuati studi esaustivi su neutropenia e complicazioni infettive nei pazienti con leucemia linfoblastica acuta. Un recente studio ha dunque valutato le complicazioni infettive che sono state giudicate almeno di grado 3 secondo le definizioni del National
Rispetto alle migliori terapie disponibili per la mielofibrosi, il pacritinib riduce significativamente il volume splenico e contiene i sintomi. Lo rivela lo studio PERSIST-1, condotto su 327 pazienti da Ruben Mesa del Mayo Clinic Cancer Center di Scottsdale, secondo cui
Il classico linfoma di Hodgkin spesso presenta alterazioni genetiche che portano alla sovraespressione dei ligandi PD-1, il che suggerisce una possibile vulnerabilità al blocco PD-1. E’ stato condotto uno studio di fase 1b, denominato KEYNOTE-013, per testare sicurezza ed efficacia