Gli interventi che combinano attività fisica e tecniche di cambiamento comportamentale possono favorire il mantenimento dell’attività motoria nei sopravvissuti al carcinoma del colon-retto. Lo indica una revisione sistematica con meta-analisi pubblicata sul Journal of Cancer Survivorship, che ha valutato l’effetto a medio-lungo termine di programmi strutturati basati su esercizio fisico e Behaviour Change Techniques, BCT.
L’analisi, condotta da ricercatori spagnoli, ha incluso 5 studi clinici randomizzati, per un totale di 906 sopravvissuti al carcinoma colorettale. L’obiettivo era quantificare l’impatto di questi interventi sul mantenimento dell’attività fisica dopo il completamento del programma e identificare le tecniche comportamentali più frequentemente utilizzate.
I risultati mostrano un incremento statisticamente significativo dei livelli di attività fisica durante un follow-up compreso tra 3 e 12 mesi. L’entità dell’effetto è risultata piccola ma favorevole, con una differenza media standardizzata aggregata pari a 0,22 e un intervallo di confidenza al 95% compreso tra 0,09 e 0,35.
Nei protocolli analizzati sono state identificate 22 diverse tecniche di cambiamento comportamentale. Il numero medio di tecniche utilizzate nei singoli interventi è stato pari a 17,2, con un intervallo compreso tra 15 e 19. Dodici tecniche erano comuni a tutti gli interventi considerati.
Sul piano pratico, gli interventi comprendevano elementi come esercizio aerobico, uso di contapassi, diari dell’attività fisica e materiali informativi. Tuttavia, i fattori potenzialmente più rilevanti per sostenere l’aderenza nel tempo sembrano essere la supervisione professionale, l’accesso a spazi o strumenti per l’esercizio e l’impiego strutturato di tecniche comportamentali mirate.
Nel complesso, la revisione suggerisce che l’integrazione delle BCT nei programmi di attività fisica possa aiutare i sopravvissuti al tumore colorettale a mantenere uno stile di vita più attivo nel tempo. Il risultato è incoraggiante, ma va interpretato con prudenza: il numero di studi è limitato, l’effetto osservato è piccolo e sono necessari ulteriori trial di maggiore qualità metodologica per chiarire quali tecniche siano realmente più efficaci e in quali pazienti.
Fonte: Journal of Cancer Survivorship, 2026;20:267-283. DOI: 10.1007/s11764-024-01654-8.





