Quotidiano Oncologia

Benzene e tumore al polmone: il rischio cresce ad alte dosi e senza il fattore fumo

6 Novembre 2026 > Ilenia Di Martino

L’esposizione professionale al benzene e la sua relazione con l’incidenza e la mortalità per tumore al polmone sono al centro al centro di un’ampia revisione sistematica con meta-analisi, pubblicata nel 2026 sull’European Journal of Epidemiology. Se si osserva la popolazione lavorativa nel suo complesso, l’analisi di 44 studi indipendenti, di coorte e caso-controllo, non mostra un aumento complessivo del rischio (RR = 1,00; IC 95%: 0,93-1,07). Tuttavia, analizzando i dati più a fondo, affiora una realtà diversa: la probabilità di sviluppare la malattia sale in modo evidente tra chi è stato esposto a concentrazioni elevate e nei contesti in cui è stato possibile isolare l’effetto del fumo.

I dati sottolineano, infatti, una relazione dose-risposta ben definita: all’aumentare dei livelli di esposizione al cancerogeno cresce gradualmente anche l’incidenza della patologia (p-trend = 0,03). Il legame con la neoplasia risulta chiaro sia negli studi caso-controllo (RR = 1,16; IC 95%: 1,10-1,22; 7 stime di rischio), sia – e in misura ancora maggiore – nelle indagini che hanno corretto i risultati tenendo conto dell’abitudine al fumo (RR = 1,17; IC 95%: 1,11-1,24; 6 stime di rischio). Nessuna associazione significativa è stata invece riscontrata dalla valutazione dei comparti industriali presi nel loro insieme.

L’aumento del rischio osservato al netto del tabagismo, associato al trend legato alla quantità di sostanza inalata, avvalora l’ipotesi che il benzene possa svolgere un ruolo eziologico nel carcinoma polmonare. In conclusione, gli autori invitano a non sottovalutare l’azione oncogena della sostanza, chiedendo tutele più rigorose per i lavoratori a rischio e nuovi studi epidemiologici.

European journal of epidemiology, 10.1007/s10654-026-01400-7. Advance online publication. https://doi.org/10.1007/s10654-026-01400-7