Quotidiano Oncologia

Carcinoma ovarico avanzato: HIPEC associata a benefici di sopravvivenza, soprattutto dopo NACT

16 Giugno 2026 > Ilenia Di Martino

La chemioterapia intraperitoneale ipertermica, HIPEC, è associata a un beneficio di sopravvivenza nelle pazienti con carcinoma ovarico avanzato, in particolare nel setting del tumore primario e dopo chemioterapia neoadiuvante. Lo indica una meta-analisi aggiornata con analisi bibliometrica pubblicata sull’European Journal of Surgical Oncology, che ha valutato l’efficacia della HIPEC e l’evoluzione della ricerca internazionale sul tema.

L’analisi, condotta da ricercatori cinesi, ha mostrato che la HIPEC migliora significativamente la sopravvivenza globale nelle pazienti con carcinoma ovarico primario, con HR 0,71 (IC 95%: 0,60-0,84; P<0,001), e nelle pazienti con malattia recidivante, con HR 0,73 (IC 95%: 0,58-0,92; P=0,008).

La procedura è risultata associata anche a un miglioramento della sopravvivenza libera da progressione nel tumore primario, con HR 0,74 (IC 95%: 0,61-0,91). L’analisi dei sottogruppi ha indicato un beneficio più evidente quando la HIPEC viene somministrata dopo chemioterapia neoadiuvante e quando il trattamento viene eseguito con tecnica chirurgica a cielo aperto.

Accanto alla meta-analisi, gli autori hanno condotto una valutazione bibliometrica della letteratura, rilevando un incremento progressivo delle pubblicazioni sulla HIPEC nel carcinoma ovarico. Stati Uniti e Cina emergono come i Paesi con il maggiore contributo scientifico nel settore.

Nel complesso, i dati supportano il potenziale ruolo della HIPEC nel trattamento del carcinoma ovarico avanzato, soprattutto in pazienti selezionate con malattia primaria sottoposte a chemioterapia neoadiuvante e chirurgia citoriduttiva. Il beneficio osservato nella malattia recidivante appare anch’esso favorevole, ma richiede ulteriore conferma.

Gli autori sottolineano infatti la necessità di nuovi studi clinici randomizzati, su campioni più ampi e con disegni metodologici robusti, per consolidare il livello di evidenza, definire meglio le candidate ideali e standardizzare timing, tecnica chirurgica e protocolli di somministrazione.

Fonte: European Journal of Surgical Oncology, 2026;52:111300. DOI: 10.1016/j.ejso.2025.111300.