Quotidiano Oncologia

Nasi elettronici e diagnosi precoce dei tumori: risultati promettenti, ma serve validazione clinica

9 Giugno 2026 > Ilenia Di Martino

I nasi elettronici, o eNose, si candidano come strumenti promettenti per la diagnosi precoce dei tumori, ma il loro ingresso nella routine clinica richiede ancora ulteriori studi e una maggiore standardizzazione. Lo indica una meta-analisi pubblicata su The Oncologist, che ha valutato le prestazioni di questi sistemi bio-ispirati nell’identificazione di diverse neoplasie attraverso campioni biologici umani.

Gli eNose sono dispositivi costituiti da array di sensori chimici progettati per imitare il funzionamento dell’olfatto. Analizzano pattern complessi di composti volatili presenti in campioni come respiro, urina, sangue o saliva, generando una sorta di “impronta chimica” che può essere interpretata attraverso algoritmi statistici o di machine learning.

La meta-analisi ha incluso 37 studi, per un totale di 1.365 pazienti oncologici e 2.249 soggetti di controllo. Sono stati valutati sei tipi di tumore: mammella, colon-retto, stomaco, polmone, ovaio e prostata. In tutti i gruppi analizzati, sensibilità e specificità combinate sono risultate superiori al 70%, con valori nella maggior parte dei casi intorno all’85%.

Nel complesso, la sensibilità combinata è stata dell’85,9% (IC 95%: 82,3-88,9%), mentre la specificità globale ha raggiunto l’83,6% (IC 95%: 78,6-87,7%). Le meta-regressioni hanno inoltre mostrato che il numero di sensori presenti nell’array, fino a un massimo di 15, era associato a una maggiore sensibilità del sistema.

Il razionale di questa tecnologia nasce dagli studi sull’olfatto biologico applicato alla diagnosi oncologica. Uno dei primi lavori, condotto nel Regno Unito nel 2004, aveva mostrato che cani addestrati erano in grado di distinguere campioni di urina di pazienti con carcinoma della vescica da quelli di controlli sani con un tasso di rilevazione del 41%, superiore al 14% atteso per caso. Da quel filone è derivato l’interesse per dispositivi elettronici standardizzabili, capaci di rilevare firme chimiche associate alla presenza di tumore.

Gli autori sottolineano però che il campo resta ancora sperimentale. Per portare gli eNose nella pratica clinica saranno necessari protocolli più uniformi di raccolta e analisi dei campioni, compensazione del drift dei sensori, integrazione con variabili cliniche, dataset più ampi e diversificati e studi prospettici di validazione.

Nel complesso, i nasi elettronici rappresentano una tecnologia interessante per la diagnosi oncologica non invasiva e potenzialmente a basso costo. Al momento, però, non possono essere considerati uno strumento di screening pronto per l’uso routinario: il potenziale è reale, ma la validazione clinica deve ancora arrivare.

Fonte: The Oncologist, 2026;31. DOI: 10.1093/oncolo/oyag016.