Quotidiano Oncologia

TNBC avanzato PD-L1 positivo: sacituzumab govitecan più pembrolizumab migliora la PFS

29 Maggio 2026 > Ilenia Di Martino

La combinazione di sacituzumab govitecan e pembrolizumab migliora in modo significativo la sopravvivenza libera da progressione rispetto a chemioterapia più pembrolizumab nei pazienti con carcinoma mammario triplo negativo avanzato, PD-L1 positivo e non precedentemente trattato. Lo indica lo studio internazionale di fase 3 ASCENT-04/KEYNOTE-D19, pubblicato sul New England Journal of Medicine.

Lo studio, randomizzato e in aperto, ha incluso 443 pazienti con TNBC localmente avanzato non resecabile o metastatico, PD-L1 positivo, assegnati a sacituzumab govitecan più pembrolizumab oppure a chemioterapia più pembrolizumab. Il braccio sperimentale comprendeva 221 pazienti, mentre il braccio di controllo ne comprendeva 222.

La sopravvivenza libera da progressione mediana è stata di 11,2 mesi nel gruppo trattato con sacituzumab govitecan più pembrolizumab, rispetto a 7,8 mesi nel gruppo chemioterapia più pembrolizumab. Il dato corrisponde a una riduzione del 35% del rischio di progressione di malattia o morte, con HR 0,65; IC 95%: 0,51-0,84; P<0,001.

I dati di sopravvivenza globale non erano ancora maturi per una valutazione definitiva. Tuttavia, il tasso di risposta obiettiva è risultato più alto nel braccio sperimentale, pari al 60% rispetto al 53% del controllo. Anche la durata mediana della risposta è stata più lunga con sacituzumab govitecan più pembrolizumab: 16,5 mesi contro 9,2 mesi.

Sul piano della sicurezza, gli eventi avversi di grado 3 o superiore sono risultati simili nei due gruppi: 71% nel braccio sperimentale e 70% nel braccio di controllo. La percentuale di pazienti che ha interrotto il trattamento a causa di eventi avversi è stata invece inferiore con sacituzumab govitecan più pembrolizumab, 12% rispetto al 31% con chemioterapia più pembrolizumab. Gli eventi avversi fatali si sono verificati nel 3% dei pazienti in entrambi i gruppi.

Nel complesso, i risultati indicano che sacituzumab govitecan più pembrolizumab può rappresentare una nuova opzione di prima linea per i pazienti con TNBC avanzato PD-L1 positivo, offrendo un miglioramento significativo della PFS e risposte più durature rispetto allo standard basato su chemioterapia più pembrolizumab. In attesa di dati maturi sulla sopravvivenza globale, è più prudente parlare di possibile evoluzione dello standard terapeutico, non ancora di nuovo standard consolidato.

The New England journal of medicine, 394(4), 354–366. https://doi.org/10.1056/NEJMoa2508959