Quotidiano Oncologia

TNBC in neoadiuvante: il carboplatino migliora la sopravvivenza soprattutto nelle pazienti in premenopausa

28 Maggio 2026 > Ilenia Di Martino

L’aggiunta di carboplatino alla chemioterapia neoadiuvante standard con taxani e antracicline migliora la sopravvivenza globale nelle pazienti con tumore al seno triplo negativo, ma il beneficio appare concentrato nelle pazienti in premenopausa. Lo indica l’analisi primaria di uno studio randomizzato controllato di fase III condotto in India e pubblicato sul Journal of Clinical Oncology.

Lo studio ha arruolato 720 pazienti; 717 sono state incluse nell’analisi modified intention-to-treat, 361 nel braccio sperimentale e 356 nel braccio di controllo. Il regime prevedeva carboplatino settimanale AUC 2 associato a paclitaxel 100 mg/m² per 8 settimane, seguito da quattro cicli di antraciclina e ciclofosfamide. Il gruppo di controllo ha ricevuto lo stesso schema senza carboplatino.

Nella popolazione complessiva, l’endpoint primario, la sopravvivenza libera da eventi, non ha raggiunto la significatività statistica: 111 eventi nel braccio carboplatino e 131 nel controllo, con HR 0,80 e P a due code non stratificato pari a 0,081. I tassi di sopravvivenza libera da eventi a 5 anni sono stati rispettivamente del 70,7% e del 64,1%.

La sopravvivenza globale, endpoint secondario, ha invece mostrato un vantaggio significativo a favore del carboplatino: 94 decessi nel braccio sperimentale contro 121 nel gruppo di controllo, con HR 0,74 e P nominale pari a 0,029. L’OS a 5 anni è risultata del 74,4% nel gruppo carboplatino rispetto al 66,8% nel gruppo di controllo.

L’analisi per sottogruppi ha evidenziato una chiara interazione tra beneficio del trattamento e stato menopausale. Nelle pazienti in premenopausa, l’aggiunta di carboplatino ha migliorato sia la sopravvivenza libera da eventi, con HR 0,61 e P nominale pari a 0,003, sia la sopravvivenza globale, con HR 0,57 e P nominale pari a 0,002. I tassi a 5 anni sono stati del 75,0% contro 59,6% per l’EFS e del 78,2% contro 64,6% per l’OS.

Nelle pazienti in postmenopausa, invece, non sono emerse differenze rilevanti: HR 1,19 per l’EFS e HR 1,06 per l’OS. Sul piano della sicurezza, l’introduzione del carboplatino ha comportato un aumento atteso della tossicità ematologica di grado =3, senza differenze significative negli eventi avversi non ematologici.

Secondo gli autori, il carboplatino non ha aumentato in modo significativo la sopravvivenza libera da eventi nella popolazione complessiva, ma ha migliorato la sopravvivenza globale, con benefici confinati alle pazienti in premenopausa. Il dato suggerisce quindi un possibile ruolo selettivo del platino nei regimi neoadiuvanti per il tumore al seno triplo negativo, da interpretare alla luce dello stato menopausale e del profilo clinico della paziente.

Journal of clinical oncology : official journal of the American Society of Clinical Oncology, 44(1), 9–19. https://doi.org/10.1200/JCO-25-01023