Tumore al seno
Nelle pazienti con tumore mammario sottoposte a mastectomia, la radioterapia ipofrazionata (HFRT), somministrata in meno frazioni su un periodo più breve, risulta non inferiore aalla terapia frazionata convenzionale (CFRT), con una tossicità dello stesso livello. Questo dato deriva da uno studio
I risultati a 10 anni di un grande studio clinico sui tumori mammari confermano che lasciare nella paziente una minima quantità di tessuto tumorale diffuso ai linfonodi ascellari non compromette la sopravvivenza complessiva in alcune pazienti. Secondo Armando Giuliano del Cedars-Sinai
(Reuters Health) – Il parere del chirurgo ha un peso determinante nella scelta della donna con tumore al seno che deve decidere se sottoporsi o meno a mastectomia profilattica controlaterale (CPM). L’evidenza arriva da uno studio che ha coinvolto oltre
(Reuters Health) – Nelle donne che si sottopongono a radioterapia dopo mastectomia, la ricostruzione con tessuto autologo sarebbe associata a minor rischio di complicanze e migliore soddisfazione per l'esito dell'intervento, rispetto alla ricostruzione con impianti. È quanto emerge dallo studio
(Reuters Health) – Il test di screening del papilloma virus (HPV) sarebbe più efficace del Pap test nel rilevare lesioni precancerose. È quanto emerge da uno studio clinico, denominato Compass, condotto in Australia dal gruppo di Karen Canfell, del Cancer
(Reuters Health) – Si parla da tempo dell'effetto benefico che l’esercizio fisico avrebbe per le donne con tumore al seno e un recente studio, pubblicato su Cancer Research potrebbe spiegare il perché. Ricercatori danesi hanno scoperto che un breve esercizio
Una combinazione di un COX-2 inibitore ed un beta-bloccante, somministrata in fase peri-operatoria, inibisce una gamma di biomarcatori tumorali e circolanti associati alla progressione della malattia ed alle metastasi nei tumori mammari in fase precoce. Ciò auspicabilmente ridurrà il numero
L’approvazione del trastuzumab per il trattamento dei tumori mammari HER2-positivi nel 2006 è stata paradigmatica, ma i trattamenti della durata di un anno impiegati negli studi chiave sono stati scelti per ragioni pragmatiche, e non si basavano su un razionale
Le pazienti con tumore mammario in fase precoce che ricevono chemioterapia adiuvante possono andare incontro a sintomi di chemioterapia periferica anche anni dopo aver completato la terapia, il che determina una riduzione della qualità della vita e richiama l’attenzione del