Colesterolo & coronaropatie
Nell’arco di più di due decenni, il concetto di arteriosclerosi si è evoluto ed ha portato all’ipotesi infiammatoria. L’infiammazione svolge un ruolo importante nella patogenesi dell’aterotrombosi e delle coronaropatie, comprese le coronaropatie acute. Per quanto sia stato dimostrato che la gestione
Il vivere da soli è stato indicato come fattore di rischio indipendente di patologie cardiovascolari, ma poco è noto sull’associazione fra esiti clinici ed una vita solitaria nei pazienti con coronaropatie acute. E' stato dunque condotto uno studio atto a
Gli esami della troponina point-of-care (cTn POC) sono caratterizzati da tempistiche rapide ma sono in genere meno sensibili dei test praticati in laborarorio. Alcune ricerche hanno riscontrato che il test della cTn1 noto come Abbot-1 Stat presenta una buona accuratezza
L’angio-TC coronarica può escludere accuratamente la stenosi coronarica nei pazienti che si presentano con NSTEMI, potenzialmente risparmiando sia massivi test successivi che il ricovero ospedaliero. Ciò emerge dallo studio VERDICT, il più ampio mai condotto sino ad oggi su questo esame.
Rispetto al test della troponina T/I, l’introduzione di un test della troponina ad alta sensibilità (hs) potrebbe determinare un’elevata proporzione di risultati positivi nei pazienti con dolore toracico, ed un eccesso di test nei pazienti con sindromi coronariche acute. Un recente
I pazienti con infarto miocardico acuto sottoposti a PCI vanno incontro ad esiti migliori con gli stent farmacoeluenti biodegradabili (BP-DES) rispetto agli stent farmacoeluenti in polimeri durevoli di seconda generazione (DP-DES). Lo dimostra uno studio condotto su più di 13.000 pazienti
La ripetizione della rivascolarizzazione risulta più frequente dopo una PCI che dopo un bypass a carico della coronaria principale sinistra, ma a seguito di entrambe le procedure si osserva un incremento del rischio di mortalità. Questo dato deriva da un’analisi secondaria
Alcuni nuovi dati hanno aggiunto ulteriori perplessità sull’uso congiunto di morfina e clopidogrel nei pazienti con coronaropatie acute NSTEMI. Gli studi precedenti hanno dimostrato che la morfina può ridurre l’assorbimento del clopidogrel, ed ora uno studio condotto su 5.438 pazienti
Per quanto siano stati effettuati progressi nell’uso delle terapie palliative in alcuni contesti, una recente analisi condotta negli USA ha dimostrato una crescita limitata di queste pratiche nei pazienti con infarto miocardico negli ultimi due decenni, come riscontrato dall’autore Deepak