Colesterolo & coronaropatie
Lo scarico meccanico del ventricolo sinistro ed il successivo ritardo della PCI anziché effettuare una riperfusione immediata rappresentano una strategia praticabile nei pazienti con STEMI, anche se non è ancora noto se essa sia vantaggiosa. Ciò emerge da uno studio pilota
Oltre un miliardo di fumatori nel mondo nel 2025. È questa la stima dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), nonostante la consapevolezza sui danni da fumo e le sempre più stringenti politiche di prevenzione e controllo. Siamo infatti sulla “buona” strada per
L’incidenza delle malattie cardiovascolari nei pazienti oncologici è in aumento, ed il rischio di complicazioni intraospedaliere per i pazienti oncologici con STEMI sottoposti a PCI primaria non è ben definito. Nell’ambito di uno studio moonocentrico retrospettivo condotto su più di 600
I pazienti che presentano una coronaropatia acuta senza slivellamento del tratto ST (NSTE-ACS) e che non hanno ricevuto P2Y12-antagonisti come il clopidogrel, il ticagrelor o il prasugrel prima di un’angiografia coronarica dovrebbero essere sottoposti rapidamente a questa procedura allo scopo
La fragilità è un forte fattore di rischio indipendente di emorragie maggiori negli anziani con infarto miocardico acuto gestiti mediantre strategie invasive. Lo dimostra un ampio studio condotto sui database sanitari statunitensi da John Dodson della NYU School of Medicine
L’aggiornamento del 2018 delle linee guica AHA/ACC sulla gestione della colesterolemia forniscono una guida concreta sull’uso dedei PCSK9-inibitori, e soprattutto dell’evolocumab e dell’alirocumab, mantenendo le più controverse indicazioni del precedente documento del 2013, ossia un sistema di punteggio per il
Il metotrexate a basse dosi non risulta superiore al placebo nel ridurre i marcatori infiammatori chiave o gli eventi cardiovascolari nei pazienti ad alto rischio sotto terapia statinica con arteriosclerosi stabile. Lo rivela lo studio CIRT, condotto su un gruppo
Un programma di riabiitazione cardiaca basato sullo yoga è risultato sicuro ed ha migliorato la qualità della vita a seguito di un infarto miocardico, ma non è riuscito ad offrire significativi vantaggi clinici in uno studio condotto su 3.959 pazienti
Le temperature esterne molto basse sono state da tempo associate ad un incremento del rischio di infarto miocardico, ma anche condizioni meteo diverse dal freddo possono rappresentare fattori scatenanti. Lo ha accertato uno studio svedese condotto su pazienti con infarto